L’ONU presenta il bilancio più agghiacciante della guerra a Gaza: oltre 38.000 donne uccise in poco più di due anni di conflitto. Il dato, diffuso dall’organizzazione internazionale, rappresenta una delle tragedie più gravi della storia contemporanea.

La situazione attuale

Oggi, 19 aprile 2026, la situazione nella Striscia di Gaza rimane drammatica:

  • Bombardamenti continui: l’esercito israeliano ha colpito stamattina le zone orientali di Khan Younis, nel sud della Striscia
  • Attacchi contro gli sfollati: forze israeliane hanno aperto il fuoco con mitragliatrici contro le tende degli sfollati a Tel al-Dahab, vicino a Beit Lahia, nel nord di Gaza, provocando un morto e diversi feriti
  • Distruzione sistematica: secondo fonti ONU, decine di escavatori gestiti da appaltatori retribuiti stanno distruggendo strutture abitative in tutto il territorio, con circa 20 mezzi operanti contemporaneamente in alcuni villaggi

I numeri della tragedia

Secondo i dati più recenti:

  • 38.000+ donne morte nel conflitto
  • Migliaia di bambini tra i vittime
  • 90% delle abitazioni danneggiate o distrutte
  • 2,3 milioni di persone sfollate (85% della popolazione)
  • Crisi idrica ed elettrica: solo il 15% dell’acqua potabile disponibile

Attacchi contro infrastrutture civili

Oltre ai bombardamenti residenziali, sono state prese di mira anche le infrastrutture civili:

  • Impianto idrico attaccato: cinque palestinesi uccisi, tra cui un bambino e due fratelli
  • Camion UNICEF: due civili che trasportavano acqua per conto dell’ONU sono stati uccisi da truppe israeliane nel nord di Gaza
  • Impianti di gas: il più grande impianto di gas naturale è stato bombardato

La tregua in Libano

Mentre la situazione a Gaza si aggrava, il Libano ha raggiunto una tregua annunciata da Trump e imposta a Netanyahu con una telefonata. “Quando dico basta, è basta!”, avrebbe tuonato il presidente americano contro quello che ha definito il “macellaio di Gaza e Beirut”.

Tuttavia, l’esercito israeliano non si ritira dalle zone occupate e politici israeliani affermano che la tregua è solo temporanea.

Le reazioni internazionali

  • ONU: ha espresso “indignazione” per l’uccisione dei due autisti UNICEF
  • Europa: richiesta di protezione immediata dei civili
  • Italia: appello alla cessazione delle ostilità e accesso umanitario
  • Paesi arabi: condanna unanime delle violazioni del diritto internazionale

La crisi umanitaria

Le organizzazioni umanitarie segnalano:

  • Carestia imminente: oltre 900.000 persone a rischio fame grave
  • Malattie: aumento di casi di colera, tifo e malattie respiratorie
  • Servizi sanitari: solo il 30% degli ospedali funzionanti
  • Educazione: tutte le scuole distrutte o danneggiate

La distruzione delle città

La striscia di Gaza sta subendo una distruzione senza precedenti:

  • Gaza City: 80% delle strutture distrutte
  • Khan Younis: completamente rasa al suolo
  • Rafah: 70% di distruzione
  • Beit Lahia: 85% di edifici danneggiati

Secondo fonti ONU, i lavori di distruzione stanno proseguendo a ritmo serrato, con appaltatori pagati in base al numero di strutture demolite.

Le risposte di Netanyahu

Il primo ministro israeliano ha respinto le critiche internazionali, definendo le operazioni “necessarie per la sicurezza di Israele” e accusando Hamas di usare i civili come scudi umani. Tuttavia, non ha fornito prove concrete delle presenze di combattenti Hamas in aree specificamente bombardate.

Il ruolo degli Stati Uniti

Il presidente Trump ha esercitato forti pressioni per la tregua in Libano, minacciando sanzioni contro Israele se avesse continuato i bombardamenti. Secondo fonti interne, senza un accordo con Teheran, la guerra potrebbe riprendere su più fronti.

Cosa aspettarsi

Nei prossimi giorni si prevede:

  1. Continuazione dei bombardamenti israeliani
  2. Tentativi di mediazione internazionale
  3. Possibile escalation con l’Iran
  4. Aggravamento della crisi umanitaria

Appello della comunità internazionale

L’ONU ha lanciato un appello urgente per:

  • Cessazione immediata delle ostilità
  • Accesso umanitario senza restrizioni
  • Protezione dei civili
  • Investigazione sulle violazioni del diritto internazionale

La situazione a Gaza rimane una delle crisi umanitarie più gravi al mondo, con conseguenze che potrebbero ripercuotersi per decenni sulla regione e sull’intero Medio Oriente.

Fonti: Anbamed, Sky TG24