Nella notte tra lunedì 19 e martedì 20 ottobre il governo francese ha fatto scattare un coprifuoco mirato a Parigi, in piazza della Repubblica e nel quartiere di Les Halles, e misure simili a Lione, dopo che le proteste di sabato 17 ottobre erano degenerate in saccheggi e scontri in diverse città del paese. Secondo i dati diffusi dal governo, sono stati vandalizzati oltre 3.000 negozi.
I fatti
Sabato 17 ottobre centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in tutta la Francia: i sindacati parlano di oltre 800.000 manifestanti, di cui 110.000 solo a Parigi. Accanto ai cortei pacifici, gruppi di persone - in alcuni casi incappucciate, secondo i giornalisti dell’agenzia France Presse - hanno preso di mira supermercati, farmacie, negozi di abbigliamento ed elettronica, boutique di lusso e profumerie. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha parlato di circa 1.200 fermi in tutto il paese; solo a Parigi la procura ne ha contati 195. Centinaia di persone sono rimaste ferite, secondo il resoconto del Post.
A Parigi gli scontri più duri si sono concentrati in piazza della Repubblica, dove sono state incendiate alcune auto, mentre in piazza Vendôme e in piazza del Châtelet sono stati fatti esplodere fuochi d’artificio. Il sindaco Emmanuel Grégoire ha parlato di intere strade devastate.
Fuori dalla capitale i danni sono stati ancora più gravi. A Limoges è stato incendiato il municipio, un edificio del 1883: il tetto e il campanile, alto 43 metri, sono crollati, e il prefetto dell’Alta Vienna ha dichiarato l’edificio “in gran parte perduto”. A Lione è stato dato alle fiamme l’ufficio del turismo e una trentina di negozi sono stati danneggiati o saccheggiati nel secondo arrondissement, con una ventina di arresti. A Marsiglia il municipio è stato assaltato, con danni a mobili, apparecchiature e busti di marmo, mentre una quarantina di negozi e un centro commerciale sono stati saccheggiati e un tratto di autostrada è stato occupato e chiuso. A Lille sono stati forzati il municipio, una scuola, un Apple Store e un negozio Sephora. A Bordeaux sono state vandalizzate la residenza del prefetto e la facciata della Camera di commercio, oltre a un supermercato Carrefour e una banca.
Il contesto
Le proteste nascono dall’incontro di due mobilitazioni diverse. Da giorni gli studenti delle scuole superiori manifestavano contro aule sovraffollate e sporche, la mancanza di materiali e personale scolastico e le nuove regole di accesso all’università; a loro si sono uniti anche gli universitari. Parallelamente, cresce la protesta per l’aumento del prezzo dei carburanti, il caro vita e la perdita di potere d’acquisto delle famiglie francesi.
A queste due anime si è affiancato il movimento dei gilet gialli, nato nel 2018 contro il caro carburante e le politiche “anti-auto” del governo, che nel tempo ha ampliato le sue rivendicazioni. Durante i cortei è stata impiegata a Parigi anche la Brav-M, l’unità della polizia già criticata per la gestione delle proteste dei gilet gialli.
Cosa succede adesso
Lecornu ha chiesto ai prefetti di introdurre coprifuochi limitati alle zone più colpite, invece di una misura unica per tutto il paese. Oltre a Parigi e Lione, restrizioni alla circolazione e ai cortei sono state imposte anche a Nizza, Lille e Douai; il prefetto del Rodano, Étienne Guyot, ha vietato manifestazioni, assembramenti e la circolazione in alcune aree della città. Lecornu ha scritto sui social che le misure mirate si sono rivelate efficaci, ammettendo però alcune difficoltà nella gestione della sicurezza nei giorni scorsi; non è escluso che vengano decise nuove restrizioni, caso per caso, dai prefetti insieme ai sindaci.
Il sindaco di Lione, l’ecologista Grégory Doucet, ha distinto i manifestanti pacifici dai gruppi più violenti. Per martedì erano previsti incontri d’urgenza del governo, a partire da un confronto con le piattaforme social sul loro ruolo nella diffusione della mobilitazione. Il ministro dell’Economia Roland Lescure ha promesso un sostegno ai commercianti e agli artigiani colpiti dai danni, per permettere una ripresa rapida delle attività. Lunedì si sono svolti i primi processi per direttissima a Parigi, Tolosa e Bobigny, con alcune condanne a pene detentive o a lavori di pubblica utilità; altre udienze per i casi più gravi erano previste nei giorni successivi.
In sintesi
Dopo i saccheggi del 17 ottobre, che hanno colpito oltre 3.000 negozi e diversi edifici pubblici in città come Parigi, Lione, Marsiglia e Limoges, il governo francese ha scelto coprifuochi localizzati invece di una misura nazionale. Le proteste nascono dall’incrocio tra il malcontento studentesco, il caro vita e il ritorno in piazza dei gilet gialli: una combinazione che il governo di Sébastien Lecornu dovrà gestire nelle prossime settimane, tra misure di ordine pubblico e promesse di sostegno economico ai settori colpiti.
