Introduzione

Una nuova tartaruga azzannatrice è stata catturata nella riserva naturale di Torre Flavia, tra Ladispoli e Cerveteri. Secondo i biologi, si tratta di un esemplare appartenente già alla seconda generazione di questi rettili, nati e cresciuti in Italia dopo che i genitori sono stati liberati ilegalmente in passato.

I fatti principali

Cosa è successo: Il 5 maggio 2026, le guardie zoofile di Earth hanno prelevato un esemplare di tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) nella “palude di Torre Flavia”. Non è la prima: solo nel marzo 2026, tre esemplari erano stati già catturati nello stesso periodo.

La scoperta preoccupante: Secondo Marco Silvestri, biologo ambientale che monitora la zona da anni, l’area protetta ha raggiunto “la seconda generazione di tartarughe azzannatrici”, il che significa che queste specie si stanno riproducendo autonomamente sul territorio italiano senza l’intervento umano.

Perché sono pericolose: La tartaruga azzannatrice non è solo un’invasione ecologica, ma rappresenta un vero rischio per la sicurezza: “Possono staccare una falange con un morso”, avverte il Corpo Forestale. Il becco affilato e la mandibola potente sono armi naturali che usano per difendersi e cacciare.

L’origine del problema: Tutte le tartarughe azzannatrici presenti in Italia arrivano da liberazioni illegali. Molti proprietari, quando gli animali crescono e diventano aggressivi o troppo grandi, le “regalano” alla natura, senza rendersi conto delle conseguenze.

Contesto e retroscena

Che cos’è la tartaruga azzannatrice: Originaria del Nord America (Canada e Stati Uniti), questa specie ha raggiunto i 50 centimetri di lunghezza e può pesare fino a 10 kg. La caratteristica principale è il becco affilato (da cui il nome) e l’estrema aggressività quando si sente minacciata.

L’invasione è in aumento: Secondo gli esperti, il fenomeno si sta diffondendo rapidamente in tutto il Lazio. Oltre a Torre Flavia, sono stati segnalati avvistamenti in altri corsi d’acqua della provincia di Roma.

Danni alla biodiversità: Le tartarughe azzannatrici competono con le specie native (come la testuggine palustre europea) e le vincono, mangiandone le uova e cacciando anfibi e pesci locali. Questo sta causando un declino drastico della fauna autoctona.

Altre specie aliene: A Torre Flavia il problema non è limitato a una sola specie. Negli ultimi mesi sono state catturate anche tartarughe dalle guance colorate e altre specie invasive, tutte originarie dell’Asia e dell’America.

Impatti e sviluppi futuri

Rischi per i cittadini: Le autorità invitano a NON avvicinarsi alle tartarughe azzannatrici e a segnalare subito ogni avvistamento alle autorità competenti (guardie zoofile, Corpo Forestale, Comune).

Problemi sanitari: Queste tartarughe possono trasmettere la salmonella all’uomo, anche attraverso il semplice contatto. Per questo il consiglio è: “Niente tocchi, niente foto ravvicinate”.

Strategie di controllo: Gli esperti stanno testando nuove tecnologie, tra cui “zattere solari” per catturare e controllare le tartarughe senza danneggiare l’ecosistema. Tuttavia, il metodo più efficace resta la prevenzione: non liberare mai animali in natura.

Cosa fare se avvisti una tartaruga azzannatrice:

  1. Non avvicinarti e non cercare di catturarla
  2. Segnala immediatamente l’avvistamento alle autorità locali
  3. Mantieni la distanza, specialmente se hai bambini o animali domestici
  4. Evita il contatto, anche se sembra inoffensiva

Conclusione

L’emergenza tartarughe azzannatrici a Torre Flavia dimostra quanto sia grave il problema delle specie aliene invasive in Italia. Fino a quando non si diffonde una cultura della responsabilità verso gli animali domestici, il ciclo di liberazioni illegali continuerà a minacciare la biodiversità italiana.

Fonte: Radio Roma, Repubblica, Sky TG24, Il Fatto Quotidiano, GreenMe, La Cronaca di Roma