Introduzione
Il governo si prepara a intervenire sul fronte dei carburanti con una nuova proroga del taglio delle accise, in scadenza il 1° maggio. Questa volta l’intervento sarà più mirato: uno sconto più sostanzioso per il gasolio rispetto alla benzina, per un costo complessivo che non dovrebbe superare i 500 milioni di euro.
I fatti principali
La prossima riunione del Consiglio dei Ministri, attesa per domani (30 aprile), avrà all’ordine del giorno il nuovo decreto sulle accise. A tracciare la rotta è stata direttamente la presidente del Consiglio, che ha parlato di “un’ulteriore proroga” ma ha specificato due caratteristiche fondamentali:
- Durata più breve: rispetto alle precedenti proroghe di 20 e 25 giorni, questa volta si prevede un intervento limitato a circa 15 giorni
- Taglio differenziato: non più un taglio orizzontale uguale per benzina e gasolio (come nei precedenti decreti, con 24,4 centesimi al litro), ma uno sconto più consistente per il diesel
L’orientamento nasce da una considerazione semplice: il gasolio ha registrato negli ultimi mesi un aumento più significativo rispetto alla benzina, quindi richiede un aiuto più mirato.
Il costo della misura
I numeri delle precedenti proroghe danno l’idea dell’impatto economico:
- Primo decreto (18 marzo): taglio di 20 giorni costato 417,4 milioni (più 110 milioni tra credito d’imposta per autotrasporto e pesca)
- Seconda proroga (25 giorni): 500 milioni, di cui 200 autocoperti con l’incremento del gettito Iva e 300 recuperati dalle risorse Ets non ancora utilizzate
- Nuova proroga prevista: entro i 15 giorni, spesa che non dovrebbe superare il mezzo miliardo
Le risorse per il nuovo intervento stanno venendo individuate dai tecnici del Mef, che lavorano “senza sosta” per definire il quadro finanziario.
I retroscena e il contesto
La decisione del governo arriva in un momento delicato per il settore dei trasporti e per l’elettorato. Il prezzo dei carburanti è infatti uno dei temi più sensibili per i cittadini italiani, e l’imminenza delle elezioni rende ogni misura economica particolarmente osservata.
Il decreto dovrebbe anche contenere un’estensione del credito d’imposta per il settore dell’autotrasporto, che ha già annunciato uno stop dei tir previsto per fine maggio. Il ministro dei trasporti Matteo Salvini ha assicurato che il governo farà di tutto per evitare il blocco, “con risorse aggiuntive della fiscalità”. In particolare, si lavora per aumentare il credito d’imposta con l’obiettivo di coprire oltre il 50% dei maggiori costi sostenuti dalle imprese di trasporto.
Perché il taglio differenziato?
La scelta di differenziare lo sconto tra benzina e gasolio non è casuale. I dati di mercato degli ultimi mesi mostrano che:
- Il diesel ha registrato aumenti più marcati rispetto alla benzina
- Il settore dell’autotrasporto, che utilizza prevalentemente gasolio, è sotto pressione per i costi energetici
- Un taglio mirato sul diesel permette di concentrare le risorse dove il danno economico è maggiore
Quanto incide sulle bollette dei cittadini
Il taglio delle accise finora ha sostenuto significativamente i prezzi alla pompa. Secondo i dati più recenti, lo sconto sulle accise di benzina, diesel e gpl finora è costato alle casse pubbliche 735,9 milioni di euro. Senza questa misura, il prezzo alla pompa sarebbe aumentato di circa 24,4 centesimi al litro per entrambi i carburanti.
Per un automobilista medio che percorre 15.000 km all’anno con un’auto a diesel che fa 18 km/litro, il taglio delle accise significa un risparmio di circa 200 euro all’anno. Per chi guida con la benzina, il beneficio è simile, considerando un consumo medio di 1 litro ogni 12 km.
Gli sviluppi futuri
La durata esatta della proroga dipenderà da due fattori:
- L’evoluzione della situazione dei prezzi: la premier ha richiamato la necessità di monitorare come evolverà il mercato
- Le risorse disponibili: il governo deve bilanciare l’aiuto ai consumatori con la sostenibilità di bilancio
Se il Consiglio dei Ministri approverà il decreto come previsto, i consumatori italiani potranno continuare a pagare carburanti a prezzi sostenuti per circa due settimane in più, con un’attenzione particolare al gasolio.
Conclusione
Il governo conferma con questo intervento la volontà di mantenere un sussidio mirato sul costo dei carburanti, cercando di bilanciare esigenze di bilancio e pressione sociale. La proroga di 15 giorni con sconto differenziato rappresenta un compromesso tra l’aiuto immediato ai cittadini e la necessità di contenere la spesa pubblica.
Resta da vedere come evolverà la situazione dopo la scadenza della misura: il governo non ha ancora comunicato se sta già preparando nuove proroghe o se tornerà ai prezzi pieni a fine mese.
Fonte: ANSA
