Il governo Meloni ha aperto ufficialmente il cantiere della legge di bilancio 2027, l’ultima manovra economica di questa legislatura. Nelle ultime settimane di settembre sono arrivate le prime indicazioni concrete su tasse e pensioni, mentre il calendario impone al governo di accelerare: entro il 15 ottobre il Documento programmatico di bilancio dovrà essere inviato alla Commissione europea, ed entro il 20 ottobre il testo della manovra dovrà arrivare in Parlamento.

I fatti

La misura più avanzata, su cui secondo il Sole 24 Ore c’è “convergenza assoluta” tra le forze di maggioranza, è l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 60mila euro l’anno. Oggi quell’aliquota si applica solo fino a 50mila euro; sopra quella soglia si paga il 43%. Secondo i dati del dipartimento delle Finanze citati da diverse testate economiche, tra i 50 e i 60mila euro di reddito ci sono oltre un milione di contribuenti Irpef, di cui circa 620mila lavoratori dipendenti e 390mila pensionati. Il beneficio stimato arriverebbe fino a mille euro l’anno per chi è nella fascia più alta, a fronte di un costo per lo Stato indicato in circa 3 miliardi di euro.

La premier Giorgia Meloni ha confermato l’obiettivo il 24 settembre, escludendo al tempo stesso l’introduzione di una patrimoniale. Il governo sta anche valutando la conferma dell’imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti di stipendio legati ai rinnovi contrattuali e ai premi di produttività, oltre a una possibile detassazione della tredicesima.

Sul fronte previdenziale la situazione è più incerta. L’Ape sociale, il canale che permette l’uscita anticipata dal lavoro per categorie tutelate come disoccupati, caregiver, invalidi e addetti a mansioni gravose, scade il 31 dicembre 2026: la manovra dovrà decidere se rinnovarla. Scade alla stessa data anche il bonus aggiuntivo dell'1,3% sulle pensioni minime, introdotto per il solo 2026. Senza una proroga, dal 2027 le pensioni minime beneficerebbero solo della rivalutazione automatica Inps legata all’inflazione, stimata attorno al 2,9%: un aumento che, secondo le simulazioni circolate sulla stampa specializzata, porterebbe il trattamento minimo dagli attuali 611,85 euro a circa 629-630 euro mensili.

Per l’insieme della manovra si parla di una dote compresa tra 30 e 40 miliardi di euro, che include fino a 14 miliardi di euro (0,6% del Pil) di flessibilità concessa dalle regole europee per le spese legate a energia e difesa.

Il contesto

Questa è la quinta e ultima legge di bilancio della legislatura Meloni, che si concluderà con le elezioni politiche del 2027. Il governo arriva a questo appuntamento dopo una certificazione, attesa per fine settembre, sul rapporto tra deficit e Pil relativo al 2025, dato che condiziona lo spazio di manovra disponibile. Il taglio dell’Irpef sulla fascia 50-60mila euro era già stato promesso nella scorsa legge di bilancio come obiettivo da raggiungere entro fine legislatura, dopo il primo intervento che nel 2025 aveva abbassato l’aliquota al 33% per i redditi fino a 50mila euro.

Le Regioni, nel frattempo, hanno chiesto al governo oltre 18 miliardi di euro in più per la sanità nel triennio 2027-2029, tra rimozione dei vincoli di spesa sul personale e nuovi fondi per l’innovazione terapeutica. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha mantenuto un profilo cauto, ricordando che i conti pubblici italiani restano sotto la sorveglianza speciale di Bruxelles e che le risorse aggiuntive non sono comunque illimitate.

Cosa succede adesso

Nelle prossime due settimane il governo dovrà chiudere la partita più delicata: trovare le coperture per finanziare contemporaneamente il taglio Irpef, la proroga delle misure sul lavoro e le richieste su sanità e pensioni, senza sforare gli obiettivi di deficit concordati con l’Unione europea. Il testo definitivo della manovra arriverà in Consiglio dei ministri prima di essere trasmesso alle Camere entro il 20 ottobre, con l’esame parlamentare che si concentrerà tra novembre e dicembre in vista dell’approvazione definitiva, come da prassi, entro il 31 dicembre.

Resta da sciogliere, in particolare, il nodo dell’Ape sociale e del bonus sulle pensioni minime: una loro mancata proroga si tradurrebbe in un aumento più contenuto per i pensionati con l’assegno più basso rispetto a quest’anno.

In sintesi

Il governo lavora alla manovra 2027 puntando sull’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a 60mila euro di reddito, con un risparmio stimato fino a mille euro l’anno per oltre un milione di contribuenti. Restano aperti i nodi di Ape sociale e bonus sulle pensioni minime, entrambi in scadenza il 31 dicembre 2026. Il testo dovrà arrivare in Parlamento entro il 20 ottobre, con approvazione attesa entro fine anno.

Fonti: ANSA, Il Sole 24 Ore, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero