Venerdì 2 ottobre l’Italia è alle prese con uno sciopero generale di 24 ore che coinvolge scuola, sanità, trasporto ferroviario, forze dell’ordine e diversi altri settori pubblici e privati. A proclamarlo è la Confederazione Sindacale Lavoratori Europei (Csle), con l’adesione del sindacato Fi-Si.
I fatti
Lo sciopero, della durata di 24 ore, riguarda scuola, sanità, trasporto ferroviario, forze dell’ordine, settore marittimo, metalmeccanico, enti locali, vigilanza privata, agricoltura e allevamento. Per le ferrovie l’astensione è concentrata in una fascia oraria precisa, dalle 11:00 alle 14:00, fuori dalle fasce di garanzia: in queste tre ore sono assicurati solo i treni a lunga percorrenza indicati in un’apposita tabella diffusa dalle aziende ferroviarie. Trenitalia ha confermato i servizi minimi sui convogli nazionali, mentre si segnalano maggiori incertezze a livello locale: Trenord, ad esempio, ha avvertito di possibili disagi sulla rete lombarda.
Anche il trasporto pubblico locale può essere coinvolto, ma con orari diversi da città a città perché organizzati dalle singole aziende di trasporto. A Genova, per fare un esempio, l’azienda AMT ha previsto lo sciopero del servizio urbano dall’inizio del servizio fino alle 5:30, poi dalle 9:30 alle 17:00 e dalle 21:00 a fine servizio, mentre per l’extraurbano le fasce sono dall’inizio del servizio alle 6:00, dalle 9:00 alle 17:00 e dalle 20:00 a fine servizio. Per chi viaggia in aereo, in caso di cancellazioni di voli sono previsti autobus sostitutivi senza fermate intermedie per raggiungere gli aeroporti alternativi.
Le motivazioni indicate dal sindacato promotore riguardano in gran parte il costo della vita: la richiesta è di un abbassamento dei prezzi di benzina e generi alimentari, una riduzione della “tassazione feroce attuale”, un aumento degli stipendi per permettere alle persone di affrontare le spese quotidiane, oltre a un percorso verso una maggiore indipendenza energetica nazionale e politiche a sostegno della crescita delle imprese italiane, agricole e non.
Il contesto
La Csle è un sindacato autonomo italiano, cioè non rientra tra le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nei settori coinvolti, a differenza delle confederazioni storiche come Cgil, Cisl e Uil. Questo significa che l’adesione effettiva allo sciopero può variare molto da azienda ad azienda e da territorio a territorio, ed è difficile fare previsioni affidabili sui numeri complessivi dei lavoratori che incroceranno le braccia.
Lo sciopero arriva in un momento in cui il tema del caro vita è al centro del dibattito pubblico. Solo il giorno prima, il 30 settembre, l’Istat ha reso noto che l’inflazione di settembre è salita al 4,2% su base annua, il livello più alto da tre anni, trainata soprattutto dai rincari di energia e carburanti. Le richieste del sindacato promotore della mobilitazione di oggi, dall’abbassamento dei prezzi di benzina e alimenti agli aumenti salariali, si inseriscono proprio in questo contesto di perdita di potere d’acquisto percepita da lavoratori e famiglie.
Cosa succede adesso
Nella giornata di oggi chi deve spostarsi in treno, soprattutto su tratte locali e regionali, farebbe bene a verificare in anticipo con le singole aziende ferroviarie eventuali cancellazioni o modifiche d’orario, in particolare nella fascia tra le 11:00 e le 14:00. Lo stesso vale per chi usa il trasporto pubblico urbano ed extraurbano, dato che gli orari di adesione possono cambiare da città a città.
Per quanto riguarda scuola e sanità, la sospensione delle attività dipenderà dall’adesione dei singoli lavoratori e non è quindi garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale: anche in questo caso conviene informarsi direttamente presso i singoli istituti scolastici o strutture sanitarie. Il calendario sindacale di ottobre prevede inoltre altre agitazioni settoriali nelle prossime settimane, segno che la pressione sui temi salariali e del caro vita proseguirà con ulteriori iniziative di protesta: tra le più rilevanti, il 16 ottobre è in programma uno sciopero nazionale della scuola proprio sul tema degli stipendi, insieme a una mobilitazione dei vigili del fuoco, mentre il 30 ottobre è previsto un altro sciopero generale, indetto da Usi Cit, questa volta incentrato sui temi della guerra e delle spese militari e senza il coinvolgimento dei trasporti.
In sintesi
- Il 2 ottobre si tiene uno sciopero generale di 24 ore indetto dal sindacato autonomo Csle, con l’adesione di Fi-Si.
- Coinvolti scuola, sanità, trasporto ferroviario, forze dell’ordine, settore marittimo, metalmeccanico, enti locali, vigilanza privata, agricoltura e allevamento.
- I treni si fermano dalle 11:00 alle 14:00, fuori dalle fasce di garanzia; il trasporto locale ha orari diversi da città a città.
- Le richieste riguardano prezzi di benzina e cibo più bassi, meno tasse, salari più alti e maggiore indipendenza energetica, sullo sfondo di un’inflazione salita al 4,2% a settembre.
