Da lunedì 5 ottobre 2026 non è più in vigore lo sconto di 6,1 centesimi al litro sulle accise del gasolio, introdotto nei mesi scorsi per attenuare i rincari dei carburanti legati alla crisi in Medio Oriente. Al suo posto il governo applica il meccanismo delle accise mobili, che lega un’eventuale riduzione dell’imposta fissa all’extragettito Iva incassato dallo Stato quando il prezzo del petrolio sale. Lo riportano Ansa e Quotidiano Nazionale.

I fatti

Il taglio di 6,1 centesimi sulle accise del gasolio è scaduto lunedì 5 ottobre. Da martedì 6 ottobre, in assenza di nuovi interventi, l’aliquota tornerebbe al livello pieno: significa che, a parità di altre condizioni, il prezzo alla pompa potrebbe salire fino a 6,1 centesimi al litro. Il governo ha però annunciato di voler sostituire lo sconto fisso con le accise mobili, uno strumento che riduce l’imposta solo quando l’aumento del prezzo del petrolio fa crescere anche l’incasso Iva dello Stato, compensando così parte del rincaro senza un costo fisso per il bilancio pubblico.

Secondo i listini rilevati il 4 ottobre, il prezzo medio sulla rete ordinaria era di 2,049 euro al litro per la benzina self-service e 2,244 euro al litro per il gasolio; in autostrada 2,064 euro per la benzina e 2,268 euro per il gasolio. Nell’ultima settimana i prezzi erano scesi di 11 centesimi per la benzina e 13,3 centesimi per il gasolio sulla rete ordinaria (fino a 19 centesimi in autostrada), anche per effetto di un price cap volontario applicato da alcune compagnie petroliere. Il Codacons ha chiesto alle compagnie di mantenere sconti e tetti ai prezzi almeno fino alla fine dell’anno, per evitare che la fine dello sconto statale si traduca in un rincaro secco per gli automobilisti.

Il contesto

I rincari dei carburanti del 2026 sono legati alla crisi in Medio Oriente e alle tensioni nello Stretto di Hormuz, che hanno fatto impennare il prezzo del petrolio nei mesi scorsi. Secondo i dati citati da Quotidiano Nazionale, da inizio conflitto la benzina è aumentata del 29,1% e il gasolio del 36,6%; il gasolio resta oggi 52,1 centesimi al litro più caro rispetto al periodo precedente alla crisi.

Per attutire l’impatto su famiglie e imprese, lo Stato aveva introdotto lo sconto fisso sulle accise del gasolio ora scaduto. Il costo di questi rincari per gli automobilisti italiani è stato comunque pesante: secondo una stima di Adusbef, il caro-carburanti ha pesato per oltre 4,7 miliardi di euro in sei mesi, tra marzo e agosto 2026, di cui circa 1,7 miliardi solo nei mesi di luglio e agosto. La Cgia di Mestre calcola invece in circa 2,6 miliardi di euro la spesa sostenuta dallo Stato per attenuare i rincari (2,1 miliardi di sconto sulle accise e 500 milioni di crediti d’imposta), con un aggravio stimato per l’intero 2026 di circa 13,6 miliardi di euro rispetto all’anno precedente.

Cosa succede adesso

Da martedì 6 ottobre il nuovo meccanismo delle accise mobili entra in funzione al posto dello sconto fisso. Nella pratica, l’imposta scenderà solo nei periodi in cui il rincaro del petrolio fa aumentare l’incasso Iva dello Stato: se il prezzo del greggio si stabilizza o scende, il margine per compensare gli automobilisti si riduce di conseguenza. Resta inoltre da vedere se le principali compagnie petrolifere confermeranno i tetti volontari ai prezzi introdotti nelle ultime settimane, come chiesto dal Codacons, oppure se li lasceranno scadere insieme allo sconto statale. Il governo non ha ancora comunicato i dettagli tecnici definitivi di applicazione del nuovo meccanismo né una data per un’eventuale revisione. Per chi fa il pieno nei prossimi giorni, la differenza pratica si misura in pochi euro a serbatoio, ma su base annua il peso stimato dalla Cgia per le famiglie e le imprese che usano l’auto o il camion per lavoro resta quello segnalato dalle associazioni dei consumatori: un aggravio complessivo di miliardi di euro che si somma ai rincari già accumulati da inizio anno.

In sintesi

  • Lo sconto di 6,1 centesimi al litro sulle accise del gasolio è scaduto il 5 ottobre 2026.
  • Al suo posto arriva il meccanismo delle accise mobili, legato all’extragettito Iva sul petrolio.
  • Al 4 ottobre il gasolio self-service costava 2,244 euro al litro, la benzina 2,049 euro.
  • Secondo Adusbef il caro-carburanti ha già pesato per 4,7 miliardi di euro in sei mesi sugli automobilisti italiani.
  • Il Codacons chiede alle compagnie di mantenere i tetti volontari ai prezzi almeno fino a fine anno.

Fonti: Ansa, Quotidiano Nazionale, La Mia Finanza