Il ministero dell’Economia ha inviato nella notte tra il 15 e il 16 ottobre il Documento programmatico di bilancio (Dpb) per il 2027 alla Commissione europea e al Parlamento italiano. Il testo, approvato dal Consiglio dei ministri martedì 13 ottobre, fissa per la prima volta l’entità complessiva della manovra: circa 23,5 miliardi di euro, con priorità dichiarata alla tutela del potere d’acquisto delle famiglie.
I fatti
Secondo quanto riportato da Ansa e Avvenire, il Dpb - un testo di 44 pagine - indica in 23,5 miliardi la dimensione di partenza della legge di bilancio 2027. La voce più pesante riguarda famiglie e spesa sociale, pari allo 0,21% del Pil, circa 5 miliardi di euro. Seguono la difesa con 4,5 miliardi (0,19% del Pil), le imprese con 3,3 miliardi (0,14%), le infrastrutture con 3,1 miliardi (0,13%), la sanità con 2,4 miliardi (0,1%) e le misure fiscali con 2,16 miliardi (0,09%).
Tra le coperture, il governo chiede al settore finanziario il contributo più consistente: un prelievo su banche e assicurazioni di circa 5 miliardi nel 2027, che salirebbe a quasi 11 miliardi nell’arco del triennio. Lo scorso anno l’accordo con il settore era stato triennale e da 10 miliardi complessivi. Secondo Ansa la nuova richiesta sarebbe arrivata senza una trattativa preventiva e senza indicare come dividere l’onere tra banche, assicurazioni e altre società finanziarie; non è ancora chiaro se lo strumento tecnico saranno di nuovo le Dta, i crediti d’imposta scontabili negli anni successivi, o altre misure. Forza Italia ha escluso un intervento sugli extraprofitti e chiede una misura concordata con il settore, mentre il leghista Claudio Borghi ha definito il documento “un segnale positivo”. Le aziende energetiche, secondo la stessa fonte, sarebbero state escluse dal prelievo dopo l’adesione al price cap volontario sui carburanti. Altre coperture arrivano dal taglio alla spesa dei ministeri, per oltre un miliardo di euro, e da interventi sul settore dei giochi, per circa 700 milioni.
Sul fronte dei conti pubblici, il Dpb confirma un deficit al 3,4% del Pil nel 2027 e al 3,2% nel 2028, dopo il rientro sotto il 3% atteso per quest’anno. La clausola nazionale di salvaguardia, già attivata nei passaggi precedenti, autorizza una spesa aggiuntiva in deficit di 14,4 miliardi di euro nel 2027, destinata a difesa e sicurezza energetica.
Il contesto
Il Dpb arriva dopo settimane in cui il governo ha progressivamente definito i paletti della manovra. Il 30 settembre erano circolate le prime ipotesi sul fronte fiscale, in particolare l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 60mila euro. Il 2 ottobre il Consiglio dei ministri aveva approvato il Documento programmatico di finanza pubblica, con uno scostamento di bilancio di circa 29 miliardi in due anni per energia e difesa. Il Dpb di questi giorni traduce quei paletti in cifre più definite, ma lascia ancora aperta la partita sulle singole misure fiscali: secondo Ansa, estendere da sola l’aliquota del 33% fino a 60mila euro costerebbe 2,7 miliardi, una cifra superiore all’intero budget di 2,16 miliardi indicato nel Dpb per le misure fiscali. Restano sul tavolo, senza conferma, anche una flat tax fino a 100mila euro per i lavoratori autonomi, una flat tax dedicata ai giovani e la detassazione di tredicesime e aumenti contrattuali.
Il governo definisce la manovra come la più contenuta degli ultimi quattro anni, in un contesto di tensioni geopolitiche, crisi energetica, inflazione e pressione sui titoli di Stato. La premier Giorgia Meloni era al Consiglio europeo a Bruxelles proprio nei giorni dell’invio del Dpb, per chiedere margini di flessibilità aggiuntivi, anche legati all’inflazione: se Bruxelles li concedesse, l’importo complessivo della manovra potrebbe crescere rispetto ai 23,5 miliardi attuali. Al momento in cui il Dpb è stato inviato, il testo non risultava ancora pubblicato sul sito della Commissione europea.
Le cifre hanno subito acceso il confronto politico. Il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia ha parlato del documento come “il conto del fallimento di Meloni”, citando crescita insufficiente, debito in aumento e salari reali fermi. Il meloniano Giorgio Salvitti ha risposto accusando Boccia di una lettura selettiva dei dati. Il verde Angelo Bonelli ha criticato lo squilibrio tra le voci di spesa, sostenendo che per il governo un intervento sulla difesa valga più di cinque pronto soccorso, mettendo a confronto i 2,4 miliardi per la sanità e i fondi per la difesa. Il centrista Maurizio Lupi ha invece difeso l’impostazione, affermando che l’obiettivo della maggioranza è trasformare le risorse disponibili in risposte concrete per le famiglie.
Cosa succede adesso
Il governo deve ora tradurre i numeri del Dpb nel testo definitivo della legge di bilancio 2027, da portare in Consiglio dei ministri e trasmettere al Parlamento. La definizione puntuale delle singole misure, scrive lo stesso Dpb, “terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le autorità europee”: il confronto su quanto margine aggiuntivo concedere a Roma, soprattutto sul fronte dell’inflazione, è ancora aperto e potrà modificare l’entità finale della manovra. Resta inoltre da chiarire, nelle prossime settimane, come verrà effettivamente ripartito tra banche, assicurazioni e altre società finanziarie il prelievo da 5 miliardi, su cui gli istituti non sono stati consultati in anticipo. Una volta depositato il testo della manovra, l’esame parlamentare si concentrerà tra novembre e dicembre, con l’approvazione definitiva attesa, come da prassi, entro il 31 dicembre.
In sintesi
Il Tesoro ha inviato a Bruxelles e al Parlamento il Documento programmatico di bilancio 2027, che fissa la manovra a circa 23,5 miliardi di euro: 5 alle famiglie, 4,5 alla difesa, 3,3 alle imprese, 3,1 alle infrastrutture, 2,4 alla sanità e 2,16 alle misure fiscali. Le coperture principali arrivano da un prelievo di 5 miliardi su banche e assicurazioni, da tagli ai ministeri e da interventi sui giochi. Le misure fiscali più discusse - taglio Irpef, flat tax, detassazione tredicesime - restano ancora da definire nel dettaglio, mentre il confronto con la Commissione europea sui margini di flessibilità potrebbe cambiare l’importo finale.
