Da oltre una settimana gli autotrasportatori del Sud Italia bloccano strade e interporti per protestare contro il caro gasolio. Ieri, 21 ottobre, le associazioni di categoria hanno sospeso i blocchi in Sicilia e Calabria dopo un incontro con le prefetture, mentre in Campania e Puglia la situazione resta critica. Oggi il Consiglio dei ministri è convocato per approvare un decreto legge con misure per l’autotrasporto e nuove risorse per l’agricoltura.

I fatti

La protesta è nata dal rincaro del gasolio dopo la scadenza, il 5 ottobre, dello sconto sulle accise che tagliava il prezzo di circa 6 centesimi al litro. Secondo i dati del Mimit, il 6 ottobre il gasolio in modalità self era arrivato a 2,244 euro al litro sulla rete stradale. In Calabria la Fedralog ha proclamato un fermo fino al 20 ottobre; in Sicilia il Comitato autotrasportatori siciliani, guidato da Salvatore Bella, aveva indetto lo stesso stop, poi inasprito da un’assemblea all’interporto di Catania che ha votato all’unanimità un “fermo a oltranza”. Nei giorni scorsi diversi distributori di carburante in Basilicata e Calabria sono rimasti senza gasolio, con lunghe code ai pochi ancora operativi.

Il 21 ottobre gli autotrasportatori dell’associazione Aias hanno deciso di sospendere la protesta dopo un incontro in Prefettura a Catania, e la Fedralog ha fatto lo stesso in Calabria. Il Cts siciliano ha revocato il fermo per dare, come riportato dalle agenzie, un “segnale di apertura al Governo” dopo la richiesta del vicepremier Matteo Salvini. Il governo, dal suo lato, ha scelto una linea dura contro i blocchi: secondo i dati diffusi dal Viminale sono state identificate 1.339 persone, 71 sono state denunciate e 242 sanzionate in via amministrativa per i presidi stradali.

I blocchi hanno avuto conseguenze dirette sulla filiera alimentare: gli scaffali dei prodotti freschi, in particolare frutta, verdura, carne e pesce, si sono svuotati in diverse regioni del Sud, e segnalazioni di carenze di ortofrutta, surgelati e farina sono arrivate anche da Lazio, Toscana e Veneto. In Campania l’azienda di trasporto pubblico Eav ha tagliato i servizi su gomma almeno fino al 24 ottobre per mancanza di carburante, e i sindaci di Napoli e Bari hanno parlato di rischio paralisi per le città, con l’accumulo di rifiuti non raccolti. In Puglia i blocchi, al momento, continuano.

Il contesto

Il rincaro del gasolio arriva in un anno già segnato dal caro vita: secondo una stima della CGIA di Mestre, la spesa complessiva per i carburanti nel mese di ottobre 2026 sarà superiore di circa 1,1 miliardi di euro rispetto a ottobre 2025, nonostante il tetto volontario fissato da Eni a 2,19 euro al litro per il gasolio Enilive, in vigore dal 28 settembre per trenta giorni. Per molti piccoli autotrasportatori del Sud, che operano spesso con margini ridotti e sono rimasti esclusi da alcune misure di sostegno già previste a livello europeo, l’aumento dei costi di gestione si è tradotto in una soglia di sostenibilità economica difficile da reggere, da cui la scelta della protesta diretta sulle strade.

Il governo ha collegato esplicitamente la sospensione dei blocchi all’arrivo di risposte concrete: la riunione di ieri a Palazzo Chigi, presieduta dalla premier Giorgia Meloni con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha preceduto la convocazione del Consiglio dei ministri di oggi.

Cosa succede adesso

Il decreto legge atteso oggi in Cdm dovrebbe riunire interventi per l’autotrasporto e nuove risorse per l’agricoltura, quest’ultime seguite dal ministro Francesco Lollobrigida. Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le misure in discussione comprendono ristori per il caro gasolio, la sospensione dei canoni di leasing dei mezzi e la digitalizzazione della lettera di vettura, con un’attenzione dichiarata ai piccoli operatori esclusi dagli aiuti europei. Sulle cifre, però, le fonti divergono: alcune parlano di uno stanziamento iniziale di alcune centinaia di milioni di euro con l’impegno a superare il miliardo complessivo, altre indicano importi diversi; il testo definitivo e le risorse effettive si conosceranno solo dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri.

Resta inoltre da verificare la tenuta della tregua: la Fedralog ha avvertito che, in assenza di risposte adeguate, organizzerà “un corteo verso Roma con tutti i mezzi”. Un secondo tavolo tra le categorie e il Ministero delle Infrastrutture è già fissato per il 27 ottobre. Nel frattempo il Viminale ha chiesto alle forze dell’ordine di scortare i convogli che lo richiedono, per garantire la continuità dei rifornimenti di beni di prima necessità, alimenti e farmaci.

In sintesi

La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio, in corso da oltre una settimana nel Sud Italia, si è tradotta in blocchi stradali che hanno causato carenze di prodotti freschi in diverse regioni. I blocchi sono stati sospesi in Sicilia e Calabria il 21 ottobre dopo l’intervento del governo, ma proseguono in Puglia, mentre in Campania i trasporti pubblici restano ridotti. Oggi il Consiglio dei ministri discute un decreto legge con misure per autotrasporto e agricoltura, ma importi e contenuti definitivi non sono ancora confermati; un nuovo incontro tra le parti è fissato per il 27 ottobre.

Fonti: ANSA, Il Sole 24 Ore, Adnkronos, QuiFinanza