Il governo starebbe valutando di abbassare da 50mila a 30mila euro la soglia di debiti fiscali scaduti oltre la quale scatta il blocco automatico delle compensazioni in F24. La misura, ancora allo stato di ipotesi, è una delle voci emerse oggi nella discussione sulla manovra 2027, la cui approvazione in Consiglio dei ministri continua a slittare.
I fatti
Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, ripreso da Sky TG24, tra le opzioni al vaglio del governo per finanziare la legge di bilancio 2027 c’è un ulteriore giro di vite sulle compensazioni fiscali: chi ha debiti erariali scaduti sopra i 30mila euro non potrebbe più usarli per compensare crediti d’imposta, a meno di versare prima la parte eccedente la soglia. Si tratterebbe di un’ulteriore stretta rispetto alla soglia attuale di 50mila euro, già abbassata dai precedenti 100mila euro con effetto dal 1° gennaio 2026. Il provvedimento punterebbe a recuperare gettito in un momento in cui, secondo i dati citati dalle stesse fonti, l’importo complessivo delle compensazioni orizzontali ha superato i 36 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2026, in crescita del 2,4% sull’anno precedente.
Non è ancora chiaro se la misura entrerà nel testo definitivo: si tratta per ora di un’ipotesi allo studio dei tecnici del Ministero dell’Economia, non di una norma scritta. Se confermata, la stretta riguarderebbe soprattutto le partite Iva e le imprese che accumulano cartelle esattoriali non pagate: il blocco impedirebbe loro di usare crediti d’imposta (ad esempio quelli legati a bonus edilizi ceduti o a crediti Iva) per ridurre quanto devono versare con il modello F24, finché non saldano la parte di debito che supera la soglia.
Il contesto
La manovra 2027 sarà l’ultima della legislatura e procede con diversi giorni di ritardo rispetto al calendario inizialmente previsto. Il Documento programmatico di bilancio, che fissa l’impianto generale dei conti pubblici, è stato approvato dal Consiglio dei ministri a metà ottobre e indica una manovra complessiva da circa 23,5 miliardi di euro, con un deficit stimato al 3,4% del Pil nel 2027. Una parte consistente delle risorse, secondo le stime circolate finora, è vincolata a spese per difesa ed energia legate alla clausola di salvaguardia europea sugli investimenti.
Dopo un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, l’arrivo del testo in Consiglio dei ministri è stato rinviato di alcuni giorni: diverse fonti di maggioranza indicano il 28 ottobre come data più probabile, ma non c’è ancora una convocazione ufficiale. Tra i nodi che hanno fatto slittare l’intesa c’è il contributo chiesto a banche e assicurazioni: la Lega, con il vicepremier Matteo Salvini, insiste per un apporto di almeno 5 miliardi di euro, definito “volontario” e non come una nuova tassa, mentre Forza Italia si è finora mostrata contraria a qualsiasi imposizione sul settore finanziario. Restano aperti anche altri due dossier che riguardano direttamente le famiglie: l’entità del taglio dell’Irpef per il ceto medio, con l’ipotesi di estendere l’aliquota del 33% fino a redditi più alti, e il destino delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, che senza una proroga scenderebbero dal 50% al 36% dal 2027.
Cosa succede adesso
Il governo deve chiudere in tempi stretti i capitoli ancora in sospeso per rispettare la scadenza di fine anno: la legge di bilancio deve infatti essere approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre per entrare in vigore dal 1° gennaio 2027. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri, atteso nei prossimi giorni, il testo dovrà passare prima al Senato e poi alla Camera, con un percorso che negli anni precedenti si è sempre concluso a ridosso di Capodanno.
Sulla soglia delle compensazioni, come sulle altre misure fiscali ancora in discussione, si attende ora la trasmissione del disegno di legge definitivo, che scioglierà i dubbi su quali norme saranno effettivamente inserite nel testo e quali resteranno solo ipotesi di lavoro.
In sintesi
Il governo valuta di abbassare da 50mila a 30mila euro la soglia di debiti fiscali scaduti che blocca le compensazioni in F24, in un quadro di manovra 2027 da circa 23,5 miliardi di euro ancora in fase di definizione. L’approvazione in Consiglio dei ministri è slittata più volte, con il 28 ottobre indicato come data probabile, mentre restano da sciogliere i nodi del contributo di banche e assicurazioni, del taglio Irpef per il ceto medio e della proroga del bonus ristrutturazioni.
Fonti: Sky TG24, QuiFinanza, Il Politico Web
