Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso, il 29 ottobre 2026, di mantenere invariati i tassi di interesse. La stessa giornata, poche ore prima della riunione, Christine Lagarde ha annunciato con un breve video sui social che lascerà la presidenza dell’istituto dal 7 febbraio.

I fatti

La Bce ha confermato i tre tassi di riferimento: quello sui depositi resta al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%. La decisione era attesa dagli analisti, come riportano LaPresse e Adnkronos.

Nel comunicato ufficiale, il Consiglio direttivo spiega che i prezzi dell’energia hanno continuato a salire, con rischi al rialzo per le prospettive di inflazione e rischi al ribasso per quelle di crescita. L’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e, finora, i salari non hanno reagito in modo significativo allo shock energetico. La Bce avverte però che la maggiore entità e durata di questo shock, insieme agli effetti indiretti e di secondo impatto, dovrebbe far salire l’inflazione e indebolire la crescita nei prossimi mesi. Le condizioni di finanziamento, aggiunge il comunicato, si sono inasprite rispetto all’ultima riunione.

Sulla guida futura, la Bce non si lega a un percorso predefinito dei tassi: le decisioni continueranno a essere prese riunione per riunione, in base ai dati disponibili. Il Consiglio direttivo ribadisce di essere pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti per riportare l’inflazione al 2% nel medio termine, compreso lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria contro dinamiche di mercato disordinate. I portafogli titoli dei programmi App e Pepp continuano intanto a ridursi gradualmente, perché il capitale rimborsato non viene più reinvestito.

Sul fronte della presidenza, Lagarde ha annunciato le dimissioni con effetto dal 7 febbraio, ringraziando i collaboratori e dicendo di lasciare l’istituzione con la sensazione di un lavoro portato a termine, come riporta idealista/news. L’articolo non indica un motivo specifico della scelta. Lagarde era stata nominata nel 2019, succedendo a Mario Draghi, con un mandato di otto anni non rinnovabile.

Il contesto

Lagarde guida la Bce da sette anni, un periodo segnato dalla pandemia, dall’inflazione record del 2022 e ora dallo shock energetico legato all’instabilità internazionale. Il rialzo dei prezzi dell’energia richiamato nel comunicato di ottobre si inserisce in un quadro di tensioni geopolitiche che negli ultimi mesi ha spinto al rialzo il costo del gas in Europa.

Secondo idealista/news, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha già avviato la procedura per individuare il prossimo presidente della Bce. Tra i nomi circolati ci sono quelli di Klaas Knot, ex governatore della banca centrale olandese, e Pablo Hernández de Cos, ex governatore della banca centrale spagnola. Nessuna conferma ufficiale è ancora arrivata su chi succederà a Lagarde.

In conferenza stampa, secondo quanto riportato da LaPresse, Lagarde ha detto che la direzione per il Consiglio direttivo resta “abbastanza chiara”, salvo sviluppi importanti: il mantenimento dei tassi non esclude quindi nuovi interventi nei prossimi mesi. La presidente ha aggiunto che, se necessario per raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2%, la Bce non si limiterebbe alle sole riunioni trimestrali di politica monetaria. Il Consiglio, ha spiegato, valuterà l’evoluzione della situazione geopolitica, dei prezzi dell’energia, dei costi di finanziamento e dei prossimi dati, incluse le nuove proiezioni macroeconomiche di dicembre, i dati sull’inflazione e quelli sul Pil del terzo trimestre.

Lo stesso giorno anche la Federal Reserve statunitense ha lasciato i tassi invariati, nella fascia tra il 3,75% e il 4%, segnale che le principali banche centrali restano caute davanti a un quadro di inflazione ancora incerto.

Cosa succede adesso

La prossima riunione di politica monetaria della Bce è fissata per il 17 e 18 dicembre, quando il Consiglio direttivo avrà a disposizione le nuove proiezioni macroeconomiche e i dati aggiornati su inflazione e crescita. Secondo il commento di Fabio Femiani per idealista/mutui, la Bce avrebbe evitato per ora un nuovo rialzo immediato, rinviando la decisione proprio a dicembre: nel frattempo, però, alcune banche starebbero già alzando le proprie offerte di mutuo, fino a 0,30 punti percentuali in più.

Sul fronte della successione alla presidenza, il processo avviato da Costa dovrà portare a una decisione prima del 7 febbraio, data in cui le dimissioni di Lagarde diventeranno effettive. Fino a quel momento la presidente resta in carica e guiderà il Consiglio direttivo nella riunione di dicembre.

In sintesi

La Bce ha lasciato invariati i tassi di riferimento al 2,50%, 2,65% e 2,90%, citando i rischi legati al rialzo dei prezzi dell’energia sia per l’inflazione che per la crescita. Lo stesso giorno Christine Lagarde ha annunciato le dimissioni dalla presidenza con effetto dal 7 febbraio, aprendo una fase di transizione alla guida dell’istituto mentre il Consiglio europeo lavora alla sua successione. La prossima decisione sui tassi arriverà il 17-18 dicembre, con famiglie e imprese che nel frattempo osservano le mosse delle banche sui mutui.

Fonti: LaPresse, Adnkronos, idealista/news, BCE - comunicato ufficiale