I mercati finanziari di tutto il mondo hanno vissuto due giornate difficili: mercoledì 5 novembre a Wall Street e giovedì 6 novembre in Asia, con Tokyo come epicentro del contagio. Al centro della vendita ci sono i titoli legati all’intelligenza artificiale, che da mesi guidavano i rialzi delle Borse e che ora stanno trascinando gli indici al ribasso.

I fatti

Mercoledì a Wall Street il Dow Jones ha perso 1.833 punti, circa il 3,4%, mentre il Nasdaq Composite ha chiuso con un calo intorno al 5%, la seduta peggiore da aprile 2025. Il Nasdaq 100, l’indice che raccoglie i principali titoli tecnologici, è entrato in territorio di correzione tecnica dopo aver perso circa il 4,5% in un solo giorno. L’indice dei semiconduttori di Philadelphia ha ceduto quasi il 9%, e sono stati coinvolti anche i grandi gruppi tecnologici come Microsoft, Alphabet e Amazon.

Il giorno dopo, giovedì 6 novembre, la vendita si è trasferita sui mercati asiatici: il Nikkei di Tokyo è arrivato a perdere fino al 7% nel corso della seduta, per poi chiudere la mattinata con un calo tra il 5% e il 6,6% secondo le diverse rilevazioni, la giornata peggiore in otto mesi. Il titolo SoftBank, molto esposto agli investimenti nell’IA, ha perso circa il 9,3%, mentre il produttore di apparecchiature per semiconduttori Advantest è sceso del 4,6%. Anche la Borsa di Seul ha segnato un calo pesante, intorno al 7%. In Italia, ANSA ha riportato che Piazza Affari ha chiuso la seduta di mercoledì in calo di circa l'1%, seguendo il peggioramento generale dei mercati europei dopo l’apertura di Wall Street.

Il contesto

La corsa dei mercati degli ultimi due anni è stata spinta soprattutto dalle aspettative sugli investimenti miliardari in data center e infrastrutture per l’intelligenza artificiale, con titoli come Nvidia, Microsoft e le altre grandi aziende tecnologiche a fare da traino. Da tempo diversi analisti ed economisti, tra cui l’investitore Michael Burry, avevano paragonato questo entusiasmo a quello della bolla delle dot-com di fine anni Novanta, segnalando valutazioni di Borsa molto elevate rispetto agli utili reali delle aziende.

La scintilla di questi giorni è legata alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, vinte dai democratici anche in Stati come Texas e Ohio, dove negli ultimi anni sono stati costruiti numerosi data center legati all’intelligenza artificiale. Gli investitori temono che il nuovo quadro politico possa portare a una regolamentazione più severa su questi investimenti e a ritardi nella costruzione di nuove infrastrutture, mettendo in discussione i piani di spesa delle grandi aziende tecnologiche nei prossimi anni.

Cosa succede adesso

Nei prossimi giorni gli operatori guarderanno soprattutto ai prossimi dati societari delle grandi aziende tecnologiche e alle dichiarazioni della Banca centrale europea: la presidente Christine Lagarde ha detto che solo a dicembre si capirà se sarà necessario un ulteriore intervento sui tassi di interesse, una decisione che pesa anche sulla fiducia dei mercati. Resta da vedere se il calo di questi giorni sarà un aggiustamento temporaneo delle valutazioni più esagerate o l’inizio di una correzione più lunga: diversi analisti ricordano che episodi di volatilità sui titoli dell’intelligenza artificiale si erano già visti a luglio e a inizio novembre, senza però portare finora a un crollo prolungato. Per i risparmiatori italiani, molti dei quali hanno fondi pensione e polizze con quote investite su indici internazionali, l’oscillazione si farà sentire soprattutto nel valore dei rendiconti di fine anno, più che in un effetto diretto e immediato sui conti correnti.

In sintesi

Wall Street ha chiuso la seduta di mercoledì 5 novembre con forti perdite sui titoli tecnologici, in particolare quelli legati all’intelligenza artificiale, con il Nasdaq Composite in calo di circa il 5% e l’indice dei semiconduttori di Philadelphia che ha perso quasi il 9%. Il giorno dopo l’ondata di vendite è arrivata in Asia, con il Nikkei di Tokyo sceso fino al 7% nel corso della seduta e la Borsa di Seul in calo di circa il 7%. Secondo gli analisti, a pesare sono i timori che le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, vinte dai democratici in Stati chiave per i data center come Texas e Ohio, portino a regole più severe sugli investimenti miliardari nell’intelligenza artificiale.

Fonti: ANSA, AP via WSLS, Axios, Fox Business