Banca Monte dei Paschi di Siena ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 1,657 miliardi di euro, in crescita del 21,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i conti approvati giovedì 6 novembre e riportati da Il Sole 24 Ore e Teleborsa. Il risultato arriva mentre il consiglio di amministrazione della banca senese deve ancora pronunciarsi sull’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su tutte le azioni Mps.
I fatti
Nel solo terzo trimestre l’utile netto è stato di 543 milioni di euro, in aumento del 14,6% su base annua ma in calo rispetto ai 606 milioni del secondo trimestre. Il dato ha superato le stime degli analisti, fissate a 533 milioni. I ricavi complessivi dei nove mesi sono saliti del 5,6% a oltre 6 miliardi di euro: il margine di interesse è cresciuto del 3% a 3,205 miliardi, mentre le commissioni nette sono aumentate del 3,5% a 1,882 miliardi, dopo un terzo trimestre più debole per effetto della stagionalità estiva.
I costi operativi sono rimasti stabili, portando il rapporto tra costi e ricavi al 43%, due punti percentuali in meno rispetto a un anno prima. Gli impieghi lordi in bonis hanno superato i 133 miliardi di euro, in crescita del 6,8% annuo, sostenuti in particolare dai mutui alle famiglie. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale impieghi è al 2,4%, con una copertura del 51%. Il coefficiente di capitale Cet1 è salito al 16,4%, dal 16,3% di giugno, con un margine di circa 680 punti base sopra il nuovo requisito fissato dalla Bce, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027. La banca ha confermato una politica di remunerazione degli azionisti con un payout fino al 100% dell’utile netto, dopo aver distribuito 2,6 miliardi di euro di dividendi relativi all’esercizio 2025. In avvio di seduta a Piazza Affari il titolo Mps ha guadagnato lo 0,23%, salendo a 11,34 euro.
Il contesto
I conti arrivano in un momento delicato per la banca senese. La settimana scorsa l’assemblea dei soci di Mps ha respinto il piano alternativo proposto dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio come risposta all’offerta di Intesa Sanpaolo. Lovaglio ha commentato che la banca “rispetta pienamente” la decisione dei soci e che continuerà a lavorare con la stessa disciplina, indicando come priorità i risultati, il supporto a clienti e dipendenti e la creazione di valore per tutti gli azionisti.
Intesa Sanpaolo ha lanciato un’offerta pubblica di scambio (Opas) sulla totalità delle azioni di Mps, in quello che sarebbe uno dei principali passaggi del risiko bancario italiano degli ultimi anni, dopo le altre operazioni di aggregazione che hanno coinvolto diversi gruppi del settore nel 2025 e nel 2026. Il consiglio di amministrazione di Mps non ha ancora espresso una valutazione formale sull’offerta e deve pubblicare il proprio giudizio ai sensi dell’articolo 103 del Testo unico della finanza, il documento con cui le società quotate illustrano ai soci se un’offerta sia da considerare congrua.
Cosa succede adesso
Secondo quanto riportato da Teleborsa, la valutazione del consiglio di Mps sull’offerta di Intesa è attesa entro la fine di novembre, sulla base del documento di offerta e delle altre informazioni disponibili. Nel frattempo Intesa Sanpaolo dovrebbe depositare il prospetto informativo in Consob attorno al 10 novembre, con un’approvazione prevista nei giorni successivi; è atteso a breve anche il via libera delle autorità antitrust. Se questo calendario sarà rispettato, l’offerta potrebbe partire nella settimana del 23 novembre e chiudersi entro la fine dell’anno.
Per gli azionisti di Mps, a partire dal Ministero dell’Economia che mantiene una quota nella banca dopo il salvataggio pubblico del 2017, il nodo principale resta il rapporto di cambio tra le azioni Mps e quelle Intesa Sanpaolo offerto nello scambio, su cui il mercato continuerà a concentrarsi nelle prossime settimane insieme ai risultati trimestrali della stessa Intesa, previsti nei prossimi giorni.
In sintesi
Monte dei Paschi ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 1,657 miliardi di euro, in crescita del 21,2% sull’anno precedente, grazie all’aumento dei ricavi e a un rapporto costi-ricavi sceso al 43%. Il risultato arriva pochi giorni dopo che l’assemblea dei soci ha respinto il piano alternativo del ceo Lovaglio in risposta all’offerta di scambio di Intesa Sanpaolo su tutte le azioni della banca senese. Il consiglio di amministrazione di Mps deve ancora esprimere una valutazione formale sull’offerta, attesa entro fine novembre, mentre l’operazione potrebbe partire concretamente nella settimana del 23 novembre.
Fonti: Il Sole 24 Ore, Teleborsa, Milano Finanza
