Il prezzo del gas naturale sul mercato di riferimento europeo, il Ttf di Amsterdam, è arrivato a 89 euro al megawattora: il 177% in più rispetto ai livelli di febbraio 2026, quando è iniziata la crisi militare con l’Iran. Lo riporta l’ANSA del 22 ottobre, citando analisi interne della Commissione europea. Nello stesso periodo il petrolio è salito a 111 dollari al barile, il 54% in più rispetto al 27 febbraio.
I fatti
Secondo i dati della Commissione europea diffusi dall’ANSA, il gas Ttf ha raggiunto quota 89 euro al megawattora, con un aumento del 177% rispetto ai livelli precedenti l’inizio del conflitto con l’Iran, a febbraio 2026. Il petrolio, nello stesso arco di tempo, è salito a 111 dollari al barile, il 54% in più rispetto al 27 febbraio. La notizia, ripresa anche da Il Giorno e da altre testate che hanno ricevuto il lancio ANSA, non riporta dichiarazioni ufficiali: si limita ai numeri forniti da Bruxelles.
Per inquadrare la portata dell’aumento, l’ANSA ricorda i record della crisi energetica del 2022: il gas Ttf aveva toccato il massimo storico di 311 euro al megawattora nell’agosto di quell’anno, mentre il petrolio aveva superato i 122 dollari al barile nel giugno 2022. I livelli attuali restano quindi più bassi di quel picco, ma la velocità e l’entità della risalita recente — quasi un raddoppio ampiamente superato in pochi mesi — sono comunque tra le più marcate registrate dall’inizio della crisi energetica europea.
Dieci giorni prima, il 16 ottobre, la Commissione europea e il governo italiano avevano già raggiunto un’intesa sul cosiddetto decreto Bollette. Un portavoce della Commissione, citato dall’ANSA, ha precisato che la misura “compenserà esclusivamente l’aumento dei costi del gas”, lasciando fuori i costi legati al sistema Ets, quello delle quote di emissione sulle fonti fossili. Bruxelles ha garantito “il pieno trasferimento dei benefici ai consumatori finali” e ha definito la misura temporanea, pensata per limitare le distorsioni nel mercato elettrico europeo senza compromettere gli incentivi agli investimenti di lungo periodo nelle fonti rinnovabili.
Il contesto
L’aumento dei prezzi energetici è legato al conflitto che vede coinvolti Iran, Stati Uniti e Israele, aperto a febbraio 2026 e che nei mesi successivi ha più volte messo a rischio la navigazione nello stretto di Hormuz, il passaggio marittimo tra il Golfo Persico e l’Oceano Indiano attraverso cui transitano petroliere e metaniere dirette verso l’Europa e l’Asia. Ogni nuovo episodio di tensione nell’area — blocchi navali, minacce di chiusura dello stretto, raid e ritorsioni — si è tradotto sui mercati finanziari in un rialzo dei prezzi dell’energia, perché gli operatori incorporano nel prezzo il rischio di un’interruzione dei flussi.
L’Unione europea importa gas soprattutto tramite gasdotti e in forma liquefatta (gnl) trasportata via nave: una quota di questi carichi passa proprio per le rotte del Golfo Persico, motivo per cui le crisi in quell’area si riflettono rapidamente sulle quotazioni europee, anche quando i rifornimenti non vengono fisicamente interrotti. Il solo rischio di un blocco prolungato di Hormuz, confermato più volte nelle ultime settimane dalle cronache sul conflitto, ha quindi contribuito a mantenere i prezzi su livelli elevati rispetto a inizio anno.
Cosa succede adesso
In base all’intesa del 16 ottobre, la palla passa ora al governo italiano, che deve notificare formalmente alla Commissione europea le misure contenute nel decreto Bollette, come previsto dalle regole comunitarie sugli aiuti di Stato. Solo dopo questo passaggio formale la misura potrà considerarsi definitivamente autorizzata da Bruxelles.
Nel frattempo, il prezzo all’ingrosso del gas resta il parametro di riferimento con cui l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) calcola, con cadenza trimestrale, le tariffe della bolletta per i clienti ancora nel mercato tutelato e come riferimento indiretto anche per i contratti a prezzo indicizzato nel mercato libero: più alto il prezzo sui mercati all’ingrosso come il Ttf, maggiore è la pressione sulle bollette che arrivano nelle case italiane. Con l’inverno che si avvicina e i consumi domestici destinati a salire, l’andamento della crisi in Medio Oriente — e in particolare la tenuta dello stretto di Hormuz — resterà una variabile centrale per capire se i prezzi dell’energia continueranno a salire o troveranno un punto di stabilizzazione nelle prossime settimane.
In sintesi
- Il gas sul mercato Ttf di Amsterdam è salito a 89 euro al megawattora, il 177% in più da febbraio 2026.
- Il petrolio è a 111 dollari al barile, il 54% in più rispetto al 27 febbraio.
- I livelli restano sotto i record del 2022 (311 euro/MWh per il gas, 122 dollari per il petrolio).
- L’aumento è legato al conflitto con l’Iran e ai rischi per la navigazione nello stretto di Hormuz.
- Il 16 ottobre Italia e Commissione europea hanno concordato un decreto Bollette che copre solo l’aumento dei costi del gas, non quelli del sistema Ets.
- L’Italia deve ora notificare formalmente le misure a Bruxelles prima del via libera definitivo.
