Da domenica 1° novembre chi acquista online da venditori extra Ue, su siti come Shein, Temu o AliExpress, paga una nuova commissione di gestione doganale di 2 euro per articolo. La misura è entrata in vigore in tutti i 27 Paesi dell’Unione europea e si somma al dazio di 3 euro già applicato dal 1° luglio sui pacchi di valore inferiore a 150 euro.

I fatti

La nuova commissione, nota come “handling fee”, è stata fissata dal regolamento delegato Ue 2026/2152, che attua il nuovo codice doganale dell’Unione (regolamento 2026/2108) e si applica dal 1° novembre 2026, come riportano Euronews e ItaliaOggi. Si tratta di 2 euro per ogni articolo acquistato a distanza da un Paese extra Ue e importato nel blocco comunitario, senza soglie di valore e senza una data di scadenza.

Il conteggio, secondo ItaliaOggi, avviene per articolo e non per spedizione: più pezzi identici per classificazione doganale, descrizione e origine (ad esempio tre maglie uguali) pagano una sola commissione da 2 euro e un solo dazio da 3 euro. Articoli diversi nello stesso pacco, invece, vengono contati separatamente: una maglietta e un paio di pantaloni comportano due dazi da 3 euro e due commissioni da 2 euro, per un totale di 10 euro.

La riscossione spetta a piattaforme, venditori o corrieri, che la trasferiscono di fatto all’acquirente finale nell’Unione. Le entrate vengono ripartite tra i bilanci: il 75% va al bilancio comunitario, il 25% resta ai singoli Stati membri, secondo quanto riporta Euronews. Sui 2 euro si applica inoltre l’Iva all’importazione, perché le linee guida della Commissione del 7 ottobre 2026 la classificano come spesa accessoria alla fornitura; questo vale quando l’Iva viene riscossa in dogana, mentre con lo sportello unico Ioss i due prelievi non rientrano nel calcolo dell’imposta, che resta a carico del venditore.

La nuova commissione si aggiunge, e non sostituisce, il dazio forfettario di 3 euro introdotto il 1° luglio 2026 sui pacchi extra Ue sotto i 150 euro. Quel dazio è una misura transitoria e resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, quando dovrebbe entrare in funzione un nuovo sistema informatico doganale europeo; dal quel momento le piattaforme che usano un deposito doganale nell’Unione potranno ottenere uno sconto sulla commissione di gestione.

Il contesto

Le due misure nascono dalla stessa esigenza: far fronte alla crescita enorme dei pacchi a basso valore spediti da piattaforme come Shein, Temu e AliExpress, che negli ultimi anni hanno eroso le quote di mercato dei rivenditori europei. Un funzionario Ue citato da Euronews ha spiegato che l’e-commerce rappresenta “un onere sproporzionato” per le autorità doganali, e che la commissione serve a coprire i costi dei controlli, mentre il dazio garantisce che tutte le merci paghino quanto dovuto.

I numeri confermano l’effetto delle nuove regole sugli acquisti dalla Cina: secondo la Commissione europea, tra luglio e settembre 2026 il numero di piccoli pacchi importati è calato del 60%, anche se nell’Unione continuano a entrarne circa 5 milioni al giorno. Dati citati da ItaliaOggi e riferiti dal direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, Roberto Alesse, parlano di 47,9 milioni di dichiarazioni di importazione per spedizioni sotto i 150 euro tra gennaio e il 28 settembre 2026 in Italia, contro 69,6 milioni nello stesso periodo del 2025: un calo del 31,26%. Nel 2024 il 91% di queste spedizioni proveniva dalla Cina.

Accanto alle nuove tasse, la Commissione europea ha avviato altre iniziative verso l’e-commerce extra Ue: a settembre ha proposto una legge che imporrebbe alle piattaforme di avere un operatore responsabile stabilito nell’Unione, a maggio ha multato Temu per 200 milioni di euro per carenze nella vendita di giocattoli pericolosi e caricabatterie difettosi, e un’indagine è ancora in corso su Shein per la vendita di prodotti illegali.

Cosa succede adesso

Resta distinta, e per ora non ancora attiva, la tassa nazionale italiana da 2 euro sulle spedizioni extra Ue sotto i 150 euro, prevista dalla legge di bilancio 2026 (legge 199/2025). Secondo ItaliaOggi è il contributo che ha subito più rinvii: prima spostato da luglio a ottobre, poi al 1° dicembre 2026 con il decreto bollo auto (decreto legge 162/2026), e infine, con un emendamento del governo allo stesso decreto presentato e accantonato in commissione Finanze alla Camera, posticipato ancora al 1° gennaio 2027.

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha già pubblicato le istruzioni operative per la riscossione della commissione europea, mentre Alesse ha riferito che le funzionalità del sistema informatico doganale italiano per gestirla sono ancora “in via di implementazione”. Nei prossimi mesi si capirà anche se l’ulteriore rinvio della tassa italiana al 2027 verrà confermato in sede di conversione del decreto, oppure se subirà un nuovo slittamento, come già accaduto altre due volte.

In sintesi

Dal 1° novembre 2026 chi compra su Shein, Temu, AliExpress o altri siti extra Ue paga una commissione di gestione doganale di 2 euro per ogni articolo importato, che si somma al dazio di 3 euro già in vigore da luglio sui pacchi sotto i 150 euro: fino a 5 euro in più per ogni acquisto, calcolati articolo per articolo. La misura europea è definitiva e priva di soglie di valore; resta invece sospesa, e rinviata al 1° gennaio 2027, l’ulteriore tassa nazionale italiana da 2 euro sulle stesse spedizioni.

Fonti: Euronews, ItaliaOggi