Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato il 9 ottobre 2026, dopo una telefonata con Vladimir Putin, la sospensione delle sanzioni americane sul diesel di origine russa. La decisione arriva mentre negli Stati Uniti i prezzi del gasolio sono vicini ai massimi storici, a poche settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito la mossa un segnale di debolezza, mentre l’Unione europea ha ribadito che le proprie sanzioni sull’energia russa restano in vigore.

I fatti

Secondo quanto riportato da ITV News e dal quotidiano Il Foglio, Trump ha reso nota l’intesa con Putin sui social, parlando di un’intesa “di grande successo” per far arrivare diesel russo sui mercati statunitensi e globali. Il Dipartimento del Tesoro americano, tramite il proprio Ufficio per il controllo dei beni stranieri (OFAC), ha emesso una licenza generale che autorizza le transazioni legate alla vendita, al trasporto e all’importazione di diesel russo fino alle 00:01 (ora della costa orientale) del 7 aprile 2027: una sospensione temporanea di circa sei mesi, non una revoca definitiva delle sanzioni energetiche contro Mosca.

Nel suo annuncio Trump ha parlato di forniture iniziali per oltre 300.000 tonnellate di diesel, equivalenti a circa 2,25 milioni di barili, seguite da altre 500.000 tonnellate a novembre e da ulteriori quantità nei mesi successivi, legate alla capacità delle raffinerie russe di tornare operative. Si tratta, va precisato, di cifre comunicate dallo stesso Trump e non ancora confermate da fonti indipendenti o da dati di consegna effettivi.

La motivazione indicata dalla Casa Bianca è di natura economica interna: il prezzo del diesel negli Stati Uniti è salito molto nelle ultime settimane e pesa sui consumi delle famiglie americane, un tema sensibile per il partito di Trump in vista del voto di midterm. La misura rappresenta un’inversione rispetto agli anni di pressione sanzionatoria su Mosca legata alla guerra in Ucraina.

Zelensky ha reagito duramente, definendo la decisione americana, secondo quanto riportato da agenzie internazionali, “un regalo a Putin” e una scelta debole da parte di un partner forte, perché priva di un accordo di de-escalation duraturo. Pochi giorni dopo l’annuncio, la Russia ha colpito con un attacco missilistico la città di Zaporizhzhia: Zelensky ha collegato pubblicamente il raid alla revoca delle sanzioni sul diesel, ma i bilanci delle vittime riportati dalle diverse agenzie internazionali non sono univoci, quindi non vengono qui ripresi numeri non confermati.

Il contesto

Le sanzioni sul petrolio e sui suoi derivati sono uno degli strumenti principali con cui Stati Uniti e Unione europea hanno cercato, dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, di colpire le entrate che finanziano lo sforzo bellico di Mosca. Il diesel in particolare è un prodotto strategico: serve ai trasporti, all’agricoltura e all’industria, ed è per questo che i suoi prezzi influenzano direttamente il costo della vita.

La licenza firmata dal Tesoro americano riguarda solo gli Stati Uniti e un singolo prodotto, il diesel: come sottolinea il sito specializzato Infodifesa, non si tratta di una revoca generale delle sanzioni energetiche contro la Russia, ma di una deroga mirata. L’Unione europea, dal suo canto, mantiene il proprio regime sanzionatorio sul petrolio russo, compreso il divieto di importazione già in vigore. Secondo Euronews, l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha dichiarato che la sospensione delle sanzioni americane “fornisce a Mosca maggiori entrate per finanziare la guerra”, e i ministri degli Esteri europei si sono mossi per approvare un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, descritto come il più ampio dall’inizio dell’invasione su vasta scala.

Il contesto politico interno statunitense pesa altrettanto: l’amministrazione Trump affronta il malcontento degli elettori per il costo della vita, e il rincaro dei carburanti è un tema che rischia di tradursi in un voto punitivo alle elezioni di midterm. Per questo diversi osservatori, citati da testate come Il Foglio, leggono l’apertura al diesel russo come una scelta dettata più dalla politica interna che da un cambio di strategia sull’Ucraina.

Cosa succede adesso

Il primo elemento da seguire è se le forniture di diesel russo annunciate da Trump arriveranno davvero sui mercati nelle quantità promesse: per ora si tratta di un annuncio politico, non di consegne verificate. La licenza del Tesoro resta comunque a termine, fissato al 7 aprile 2027, e non è detto che venga rinnovata.

Il secondo punto riguarda la risposta europea: i ministri degli Esteri dell’Ue hanno lavorato a un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca, che si inserirebbe proprio nel tentativo di compensare l’apertura americana e di mostrare continuità nel sostegno a Kiev. Resta da vedere quali settori saranno colpiti e con quali tempi entrerà in vigore.

Il terzo fronte è quello militare e diplomatico: Zelensky ha collegato l’attacco russo su Zaporizhzhia alla decisione sul diesel, segno che la tensione tra Washington e Kiev, già emersa nelle ultime settimane anche sugli attacchi ucraini alle raffinerie russe, non si è allentata. Non ci sono al momento segnali di una ripresa dei negoziati di pace tra le parti.

In sintesi

  • Il 9 ottobre 2026 Trump ha annunciato, dopo una telefonata con Putin, la sospensione delle sanzioni Usa sul diesel russo.
  • Il Tesoro americano ha emesso una licenza che autorizza le transazioni sul diesel russo fino al 7 aprile 2027.
  • La mossa è legata ai prezzi alti del gasolio negli Stati Uniti, a ridosso delle elezioni di midterm del 3 novembre.
  • Zelensky ha definito la decisione un regalo a Putin; l’Ue mantiene le proprie sanzioni sul petrolio russo e lavora a un nuovo pacchetto.
  • Dopo l’annuncio la Russia ha colpito Zaporizhzhia; Zelensky ha collegato l’attacco alla revoca delle sanzioni, ma i bilanci delle vittime non sono univoci tra le fonti.

Fonti: ITV News, “A ‘gift to Putin’: Zelenskyy condemns Trump’s deal to obtain diesel from Russia”, Euronews, “EU decries ‘concerning’ Trump-Putin deal, insists sanctions on Russia will continue”, Il Foglio, “Trump fa benzina al Cremlino”