Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato il 25 settembre 2026 che Donald Trump è favorevole a concedere all’Ucraina le licenze per produrre in proprio i missili del sistema di difesa aerea Patriot. La notizia arriva mentre Kiev è sotto un nuovo attacco russo e mentre Mosca frena sulla ripresa dei negoziati. Si tratta, per ora, di un annuncio di Zelensky: i tempi e i dettagli industriali restano tutti da definire.
I fatti
Secondo quanto riportato dall’ANSA, Zelensky ha detto di aver ricevuto dal presidente americano il via libera alle licenze per i Patriot. Il quotidiano QN precisa che i due leader si sono incontrati a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York, e che Zelensky chiedeva da mesi questa possibilità.
Già il 23 settembre, in un resoconto ripreso da swissinfo, Zelensky aveva spiegato che Trump era “favorevole” al rilascio delle licenze e che l’Ucraina aveva chiesto al presidente di aiutare ad accelerare il processo. Kiev ha inoltre avviato trattative con RTX (l’azienda nota anche come Raytheon, produttrice del Patriot) e, sempre secondo Zelensky, ha ricevuto un segnale di disponibilità a collaborare.
Sui tempi lo stesso Zelensky è stato prudente: ha parlato di circa un anno e mezzo per avviare una produzione locale, precisando che si tratta di una prospettiva per il futuro e che nel breve periodo l’Ucraina continuerà a dipendere dai sistemi Patriot che riceve dall’estero. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha ricordato che i colloqui sono ancora in corso e che la produzione richiede tempi lunghi.
Nella stessa giornata del 25 settembre un attacco con droni russi ha colpito in pieno giorno un palazzo di uffici nel quartiere di Solomianskyi, a Kiev. Secondo l’ultimo bilancio dell’ANSA delle 20:23, i morti sono quattro e i feriti sette, tra cui un bambino; le prime notizie parlavano di tre vittime. Nel parcheggio vicino sono scoppiati incendi di automobili. Secondo l’ANSA è stata colpita anche Odessa.
Il contesto
Il Patriot è un sistema antiaereo e antimissile di produzione americana, usato dall’Ucraina per proteggere le città dai missili russi. Come ricorda QN, la contraerea ucraina riesce a neutralizzare molti droni, ma ha capacità più limitate contro i missili balistici e da crociera: per questo i Patriot e i loro missili intercettori sono considerati così importanti, e da mesi Kiev ne chiede di più.
Il punto della notizia è la parola “licenza”. Oggi l’Ucraina può ricevere o acquistare questi sistemi da altri Paesi, ma non li fabbrica. Una licenza di produzione permetterebbe a un’azienda o a uno Stato di costruire il prodotto su autorizzazione di chi ne detiene i diritti, con regole, controlli e accordi commerciali da stabilire. Non è quindi una consegna immediata di armi: prima servono gli accordi con l’azienda, poi stabilimenti, personale e componenti, ed è per questo che i tempi indicati sono lunghi.
C’è poi il piano diplomatico. Il Cremlino ha reagito con scetticismo: il portavoce Dmitrij Peskov ha detto che Mosca segue con molta attenzione quali Paesi forniscono licenze e armi all’Ucraina e ha commentato, secondo QN, che Zelensky “recentemente sta dicendo molte cose”. Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia era pronta a riprendere i negoziati dopo le elezioni per la Duma, ma che dopo l’attacco ucraino avvenuto durante il voto “valuteremo con attenzione quali passi intraprendere”. Ha inoltre affermato che la Russia non si prepara a ostilità con l’Europa.
Cosa succede adesso
Il primo passaggio da osservare è se l’annuncio di Zelensky verrà confermato con atti ufficiali da parte di Washington. Al momento le informazioni disponibili arrivano soprattutto dalle parole del presidente ucraino e non da un documento americano: per questo è corretto parlare di “via libera annunciato” e non di licenza già concessa.
Il secondo passaggio riguarda l’accordo con RTX. Le trattative sono avviate, ma non risultano ancora intese pubbliche sulle quantità, sui luoghi di produzione o sui costi. Finché non ci saranno, il tempo di un anno e mezzo indicato da Zelensky va letto come una stima politica, non come un calendario.
Il terzo passaggio è quello dei negoziati. Secondo QN è stata evocata una possibile riunione trilaterale negli Emirati Arabi Uniti tra Stati Uniti, Ucraina e Russia, ma Mosca nega che sia concreta. Zelensky ha ripetuto di essere pronto a incontrare Putin in qualsiasi momento. Bloomberg ha riferito che Trump avrebbe invitato Zelensky a Mosca, ma l’ufficio del presidente ucraino ha smentito la notizia definendola falsa.
Intanto, la guerra continua: gli attacchi russi sulle città ucraine mostrano perché la difesa aerea resti il tema più urgente per Kiev, molto più di quanto potrà pesare una produzione che, se partirà, non produrrà effetti prima di parecchio tempo.
In sintesi
- Zelensky dice che Trump ha dato il via libera alle licenze per produrre i Patriot in Ucraina; l’annuncio è emerso dopo un incontro all’Onu.
- Kiev ha avviato trattative con RTX, che secondo Zelensky si è detta disponibile; la produzione locale richiederebbe circa un anno e mezzo.
- Rutte invita alla cautela: i colloqui sono in corso e i tempi sono lunghi.
- Mosca risponde con scetticismo e Putin dice che valuterà con attenzione i prossimi passi sui negoziati.
- Il 25 settembre un attacco di droni su un palazzo di uffici a Kiev ha causato, secondo l’ultimo bilancio ANSA, quattro morti e sette feriti.
Fonti: ANSA, “Raid russo a Kiev su un palazzo di uffici in pieno giorno, 4 morti”, ANSA, “Zelensky: ‘Ok di Trump alle licenze per i Patriot’”, QN, “Via libera ai Patriot ucraini”, swissinfo, “Zelensky, Trump favorevole al rilascio delle licenze dei Patriot”
